Anarchist libraries

Tornare ai libri, tornare alle idee

“La gente assimila sempre meno. Tutti sono sempre più impazienti, più agitati e irrequieti. Le autostrade e le altre strade di ogni genere sono affollate di gente che va un po’ da per tutto, ovunque, ed è come se non andasse in nessun posto. I profughi della benzina, gli erranti del motore a scoppio. Le città si trasformano in auto-alberghi ambulanti, la gente sempre più dedita al nomadismo va di località in località, seguendo il corso delle maree lunari, passando la notte nella camera dove sei stato tu oggi e io la notte passata.”

Ray Bradbury – Fahrenheit 451

Tornare alle radici, tornare alla solidità materiale. Alle discussioni reali, luoghi fisici di scontro prima che di incontro. Di fronte a una realtà che si sbriciola tra le nostre dita, a una memoria di ciò che è il pensiero anarchico che scompare di fronte al bispensiero mediatico e alla dolce costrizione dei nuovi canali comunicativi, non si poteva che ambire a ripensare il rapporto conflittuale tra ciò che questo mondo impone – la digitalizzazione e la dematerializzazione delle relazioni – e ciò che di antiquato portiamo in cuore e non siamo disposti ad abbandonare – il rifiuto del consenso e l’amore per gli incontri unici e sensuali tra individui in lotta contro questo esistente.

Perché andare ancora in una biblioteca anarchica? Perché sacrificare ore e giorni della propria vita per tenere una porta aperta all’incontro fortuito piuttosto che chiudersi nella perpetua reperibilità senza sforzo del sito internet? Perché c’è dell’altro.

Alimentare la nascita di oscure alcove in cui la stampa e la discussione si mescolano significa continuare a soffiare su delle braci che vogliamo far divampare. Significa non arrendersi all’irreversibilità della perdita del significato, l’appiattimento del linguaggio, l’inutilità della fisicità nel comunicare i propri desideri. Significa non arrendersi all’isolamento ma restare sempre desiderosi e fiduciosi di poter incrociare degli occhi che sentiamo bruciare all’unisono col battito del nostro cuore. E questo incontro non può che avvenire sulla base delle idee. Incontreremo tante persone nella nostra vita, certo. Condivideremo passioni e interessi, giorni di gioco e notti d’amore, ma saranno pochi gli individui che marchieranno a lettere di fuoco il percorso della nostra vita. E quando questi sogni soffocano, ripartire dalle idee è l’unico modo per restare vivi. Non arrendersi alla mediocrità della sopravvivenza è anche continuare ad urlare per le strade chi non siamo e cosa non vogliamo. Tendere l’orecchio e cercare una tenue eco dei nostri sogni, che a volte giunge impensabile ed in modi imprevisti. Il tessuto sociale non è un mistero da svelare con la determinatezza scientifica del processo di causa ed effetto.

www.anarchistlibraries.network

Proponiamo quindi un non-sito, un piccolo assaggio di qualcosa di più grande, che può essere tale solo se si raccoglie la sfida di voler continuare a interrogare il mondo nella sua fisicità, continuare a tenere aperta quella porta, da cui far entrare la rabbia viscerale e da cui uscire con pensieri e azioni inconciliabili con questa opprimente pacificazione sociale, questo clima di guerra e apocalisse, questa soppressione dell’unicità individuale.
D’altro canto, condividere le informazioni comporta già di per sé una maggiore visibilità per i diversi spazi che conservano collezioni e vogliono renderle accessibili e visionabili. Anche perché se a livello globale c’è uno spazio virtuale in cui condividere materiale anarchico che invogli a rendere vivi gli spazi fisici, migliorando collaborativamente la qualità delle descrizioni/metadati e soprattutto che faciliti la stampa e la diffusione di tale materiale nel mondo esterno, allora sì che pensare oltre ai confini nazional-linguistici ed alle Chiese può diventare un elemento di rottura con questo mondo. In ogni caso, abbiamo inserito una funzione di “omissione” per cui ogni spazio può decidere cosa mostrare e cosa no durante il processo di ricerca dal proprio account: non si tratta quindi di trovare un consenso forzato su cosa sia anarchico e cosa no, ma ogni gruppo di persone può operare indipendentemente le proprie valutazioni e le proprie considerazioni. Anche questo è un elemento per cui in questo progetto, che non vuole diventare un’identità politica o un riferimento di “appartenenza”, si possano ritrovare sensibilità e progettualità accomunate dall’essere nemiche dell’autorità ma con diverse sfumature e anche grosse divergenze progettuali.

Come contribuire

Attraverso anarchistlibraries.network vorremo supportare la diffusione delle idee anarchiche rendendo ricercabili, stampabili e migliorabili (collaborativamente) i diversi database; dare visibilità agli spazi fisici che conservano al loro interno biblioteche e archivi anarchici.

Potete contribuire al progetto condividendo i vostri materiali e migliorando i metadati e la completezza delle informazioni.

La condivisione dei propri archivi può avvenire in vari modi (come spiegato nelle note tecniche).

Per qualsiasi richiesta o per aggiungere la vostra fonte di dati contattateci. Verrete aiutati e supportati per organizzare al meglio l’importazione del catalogo e la creazione del vostro profilo:

info@anarchistlibraries.network

Tutto scaricabile?

La riproposizione online di testi e scansioni di libri e riviste, antiche quanto contemporanee, non è una pratica universalmente condivisa. È possibile inserire il proprio archivio utilizzando diverse possibilità:

Realtà pubblica e catalogo accessibile – Tutti i progetti che sono pubblicamente accessibili e che vogliono rendere il loro catalogo liberamente consultabile online.

Realtà pubblica e catalogo riservato – Per i progetti che sono pubblicamente accessibili ma che vogliono tenere il loro catalogo consultabile solo se è stata effettuata l’autenticazione.

Realtà privata e catalogo riservato – Per tutti quei fondi di testi che non sono pubblicamente accessibili (ad esempio biblioteche private) ma che vogliono comunque condividere il loro catalogo e renderlo consultabile se è stata effettuata l’autenticazione all’interno del sito.

Note tecniche

Questo collettore funziona raccogliendo diverse fonti di dati che provengono dai diversi archivi o biblioteche (oai-pmh, fogli di calcolo, hard disk di pdf con un qualsiasi indice) e li rende consultabili. Ogni fonte di dati ha un account dal quale può svolgere diverse operazioni tra cui impostare le relazioni linguistiche (testo B tradotto dal testo A), e può unificare sia i riferimenti a chi ha scritto un testo (si veda ad esempio il problema delle diverse traslitterazioni/traduzioni dei nomi) sia unificare i diversi testi sotto una stessa voce se caricati separatamente. Il modello logico di riferimento è quello IFLA-LRM, ovvero non un semplice elenco di caratteristiche ma il rapporto e la relazione tra gli elementi di un catalogo. Questo progetto è orientato alla fisicità nonostante sia un progetto digitale. Infatti, ogni spazio/sito avrà la possibilità di inserire i propri dati, descrivere la propria attività e così via. Il progetto accetta tanto le sole citazioni bibliografiche che le scansioni grezze che i testi editabili e ristampabili utilizzando la piattaforma software di amusewiki. Questo significa che la collezione può essere arricchita e completata non solo del “nome” dei libri, non solo della loro “scansione” ma anche del loro “testo”, impaginabile e riproducibile a mezzo stampa. Tuttavia ogni biblioteca, archivio o casa editrice potrà decidere autonomamente se rendere il proprio materiale “pubblico” (si vedano i vari progetti “anarchist library”) oppure “privato”, ovvero consultabile solo da utenti loggati, cioè che si trovano ad esempio all’interno degli altri spazi fisici che hanno un account. Quindi, di fatto, è come se si trattasse di un grande sistema interbibliotecario non solo di titoli ma anche del contenuto dei testi. Lo sviluppo ed il miglioramento dei metadati è completamente collaborativo e non influisce sul modo in cui i singoli spazi hanno fatto la loro catalogazione.

In conclusione

Basandosi su un principio federativo questo progetto non sostituisce i singoli siti ma offre la possibilità di aggregarne i contenuti in maniera non gerarchica e completamente indipendente ed autonoma. La proposta si muove quindi sul piano metodologico e non ad esempio su ciò che le diverse realtà decidono di conservare e di indicizzare.

Dato che l’accesso completo ai testi presenti sul collettore e la possibilità di crearsi un’utenza per poter fare una ricerca completa dovrebbe rappresentare un ulteriore motivo per recarsi nei luoghi fisici, il sito non può diventare un’alternativa ad essi.

Vorremmo riuscire a semplificare il processo, dentro e tra gli spazi anarchici, di reperimento, (ri)stampa, traduzione, conservazione in forma cartacea e/o distribuzione dei testi scritti oltre che le relazioni (anche internazionali) tra gruppi e/o individui – anche in anonimato.

Inoltre, rendere facilmente editabili i metadati, basati sui nuovi standard, e la ricostruzione delle relazioni bibliografiche tra i diversi testi e le diverse traduzioni, sulla cui base poter potenzialmente sviluppare ulteriori meta-analisi di tipo storico-archivistico più approfondite.

Infine, razionalizzare il formato dei file e dei metadati, agevolare la possibilità di fare backup massivi, evitare di costruire progetti su collegamenti che poi si interrompono, avere la possibilità di sapere cosa esiste già (ad esempio scansioni) o cosa manca (ad esempio nelle collezioni di periodici) in maniera rapida e intuitiva.

www.anarchistlibraries.network – info@anarchistlibraries.network

Tratto da Inattuale n. 4 aprile 2025, per richiedere copie di Inattuale, bollettino di critica e cultura anarchica, scrivere a inattuale@riseup.net

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Novità in distribuzione

  • Max Stirner, L’unico e la sua proprietà, ed. Adelphi, 2011, pp. 427, € 10 invece di € 13
  • Luigi Lucheni, Come e perché ho ucciso la principessa Sissi, ed. Anarchismo, 2025, pp. 109, € 9
  • Errico Malatesta, Opere complete Volume II: “Andiamo fra il popolo”. L’Associazione e gli anni londinesi 1889-1897, ed. La Fiaccola / Zero in condotta, 2024, pp. XXXVI + 324, € 25 invece di € 30
  • Pierleone Mario Porcu, Perché non la guardate in faccia? (Scritti scelti), ed. Insurrezione, 2024, pp. 195, € 5;
  • Petr Kropotkin, La conquista del pane, ed. Ortica, 2012, pp. 253, € 12 invece di € 17
  • Stefano Giaccone e Marco Pandin (a cura di), Nel cuore della bestia (storie personali nel mondo della musica bastarda), ed. Stella*Nera, 2024, € 17
  • Volin, La rivoluzione sconosciuta. Il movimento anarchico nelle lotte per l’emancipazione sociale in Russia 1917-1921, ed. Zero in condotta, 2024, pp. 558, € 22 invece di € 25
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Cena benefit “Inattuale”

VENERDÌ 28 FEBBRAIO
ORE 20:00
CENA BENEFIT PER “INATTUALE”
BOLLETTINO DI CRITICA E CULTURA ANARCHICA

Un’occasione per discutere delle tematiche del bollettino
e mangiare insieme.

Davanti ad una orrorifica realtà mondiale,
restare aggrappati ai nostri sogni rappresenta un’àncora di salvezza;
i nostri sogni di anarchici che ancora, ostinatamente,
credono possibile concretizzare una realtà altra.
I nostri sogni non come artificio per estraniarsi dalla realtà stessa,
come anestetico per alienarsi, bensì come
spinta all’azione
per mettersi di traverso alla
ragione
del dominio.

Antipasto: pizze della casa
Primo: Cous cous con verdure
Secondo: focacce di patate
Dolce: Crostata

Contributo 10 euro, richiesta prenotazione

BIBLIOTECA ANARCHICA DISORDINE
VIA DELLE ANIME 2/B LECCE
disordine@riseup.net  disordine.noblogs.org

cena inattuale 1

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In consultazione

  • Louis Adamic, Dynamite! Storie di violenza di classe in America, ed. Alegre, 2023, pp. 561;
  • Mathieu Léonard, La Prima Internazionale, ed. Alegre, 2013, pp. 351;
  • Selva Varengo, Pagine anarchiche. Petr Kropotkin e il mensile “Freedom” (1886-1914), ed. Biblion, 2015, pp. 208;
  • Octavio Alberola, La Defensa Interior: l’ultimo tentativo libertario di lotta armata contro il regime di Franco, ed. Biblios-Archiv, 2024, pp. 63;
  • Camillo Berneri, Umanesimo e anarchismo, ed. e/o, 1996, pp. 121;
  • Severino Di Giovanni, Il pensiero e l’azione, ed. Gratis, 2024, pp. 318;
  • Lorenzo Micheli, Matar a Franco. Gli attentati degli anarchici contro il  Generale, ed. La Fiaccola, 2022, pp. 98;
  • Pierleone Mario Porcu, Perché non la guardate in faccia? (Scritti scelti), ed. Insurrezione, 2025, pp. 195;
  • Giorgio Cosmacini, Federica Montseny. Una anarchica al governo della Salute, ed. Le Lettere, 2021, pp. 184;
  • Paolo Petricig, Per un pugno di terra slava, La Libreria editrice, 2024, pp. 167;
  • Sergio D’Elia / Maurizio Turco, Tortura Democratica. Inchiesta su “la comunità del 41 bis reale”, ed. Marsilio, 2002, pp. 339;
  • AA. VV., Queer e anarchia, ed. Quaderni di Paola, 2024, pp. 330;
  • Camillo Berneri, Mussolini grande attore. Scritti su razzismo, dittatura e psicologia delle masse, ed. Spartaco, 2007, pp. 235;
  • Stefano Giaccone e Marco Pandin (a cura di), Nel cuore della bestia (storie personali nel mondo della musica bastarda), ed. Stella Nera / Dethector, 2024;
  • Martina Guerrini, Tredici ondate, ed. Stella Nera / Dethector, 2024, pp. 29;
  • Marco Rossi, Le ombre di Fiume. Tra nazionalismo e sovversione 1919-1924, ed. Zero in condotta, 2023, pp. 382;
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Centimètres

Entre gêne et sarcasme, piques et ricanements, c’est un sujet qui a toujours été disputé.

Les deux positions ont leurs partisans et leurs détracteurs ; on en parle dans les écoles, les bars et les milieux universitaires qui se sont occupés de la question avec des études scientifiques sérieuses. Pourtant, jusqu’à présent, du moins à notre connaissance, ce point délicat n’a pas encore été entièrement et totalement tranché.

Est-ce que les centimètres, ça compte, ou pas ?

Beaucoup, défenseurs de la mesure la plus rigoureuse qui soit, peut-être influencés par un imaginaire construit sur une abondante filmographie, soutiennent que oui. Qu’on ne peut absolument pas s’en passer dans certains domaines. Et beaucoup d’autres soutiennent qu’après tout, ils ne sont pas si importants que cela. Qu’on peut résoudre la question de bien d’autres manières, y compris en utilisant d’autres instruments…

Finalement, c’est l’histoire récente qui s’est chargée de donner une réponse, sinon définitive, en tout cas en faisant pencher la balance d’un côté.

Eh bien oui, les centimètres ça compte !

Si ce n’était pas le cas, un président différent se serait installé aujourd’hui à la Maison Blanche, et le nom de Thomas Matthew Crooks qui, le 13 juillet 2024, à 18h11, a effleuré d’une balle l’oreille droite de Donald Trump, n’aurait pas résonné de manière aussi anonyme.

Cela n’aurait pas changé grand-chose ; la plus grande démocratie du monde aurait toujours eu son président élu. Mais sur la planète entière, on aurait par contre pu apprécier tout ce qu’un individu, armé de sa propre ténacité et de son inventivité –et en l’occurrence aussi d’un bon fusil–, peut être capable de faire ; indépendamment de ses motivations, que personne ne connaît vraiment.

Lorsque le monde tourne de plus en plus vite, il est réconfortant de voir que quelqu’un parvient encore à se concentrer sur le bon objectif –et Luigi Mangione nous l’a encore rappelé quelques mois plus tard– au lieu de massacrer des innocents dans la rue ou dans les écoles. Pour cela, les États suffisent.

Pour leurs bombes, les centimètres n’ont aucune importance

Tradotto da sansnom.noblogs.org

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Nuovi titoli in consultazione

  • Guerriglia frocia, Testi di Ed Mead e Rita “Bo” Brown sulla George Jackson Brigade e il collettivo gay anticarcerario Men Against Sexism (1975 – 1978), Edizioni Anarcoqueer, 2023, pp. 108
  • AA.VV, Errico Malatesta, Un anarchico nella Roma liberale e fascista, BFS edizioni, 2022, pp. 170
  • AA.VV, Il sessantotto, storia, documenti, testimonianze, Einaudi scuola, 2005, pp. 210
  • Gunther Anders, I morti, Discorso sulle tre guerre mondiali, Ed. Medusa, 2022, pp. 102
  • Maurizio Antonioli, Un’ardua gioconda utopia, il “Prometeo liberato”, simboli e miti degli anarchici tra ‘800 e ‘900, BFS edizioni, 2017, pp. 158
  • Maurizio Antonioli, Figli dell’officina, Anarchismo, sindacalismo e movimento operaio tra Ottocento e Novecento, BFS edizioni, 2013, pp. 190
  • Petr Arsinov, La rivoluzione anarchica in Ucraina, Storia del movimento machnovista (1917 – 21), Sapere edizioni, 1972, pp. 334
  • Michail Bakunin, La libertà degli uguali, BFS edizioni, 2000, pp. 222
  • Michail Bakunin, Circolare agli amici d’Italia, Ed. Robin, 2013, pp. 108
  • Michail Bakunin, Stato e anarchia, Ed. Feltrinelli, 2023, pp. 258
  • Michail Bakunin, Ritratto dell’Italia borghese, ed. Novecento grafico, 1961, pp. 143
  • Franco Bertolucci, A Oriente sorge il sole dell’avvenire, gli anarchici italiani e la rivoluzione russa 1917 – 1922, BFS edizioni, 2017, pp. 120
  • Adrìan Cangi, Ariel Pennisi, L’anarca, filosofia e politica in Max Stirner, Mimesis editore, 2023, pp. 218
  • Sigismondo Castromediano, Lettere dal carcere, Editrice Salentina, 1995, pp. 256
  • Un “Copain”, Ricordi su Jules Bonnot e il suo gruppo, Ed. Arkiviu-Bibrioteka “T. Serra”, seconda edizione, 2023, pp 110
  • Fabio Cuzzola, Cinque anarchici del sud, una storia negata, Città del sole edizioni, 2001, pp. 126
  • Michel Foucault, La vita degli uomini infami, Il Mulino, 2009, pp. 88
  • Michel Foucault, Theatrum Philosophicum, Ed. Mimesis, 2022, pp. 108
  • Mauro De Agostini, Abbattere le mura del cielo. Storie di anarchiche, anarchici e occupazioni (Milano 1975-1985), ed. Zero in condotta, 20’20, pp. 223
  • Laura De Marco, Il soldato che disse no alla guerra, storia dell’anarchico Augusto Masetti, Ed. Spartaco, 2003, pp. 150
  • Luigi Galleani, Aneliti e singulti, Scritti su ribelli, repressioni e insurrezioni da “Cronaca Sovversiva”, Ed. La Fiaccola, 2024, pp. 372
  • Petr Kropotkin, Scienza e anarchia, ed. Eleuthera, 1998, pp. 224
  • Errico Malatesta, Sindacalismo e organizzazione insurrezionista. L’anti-sindacalismo insurrezionalista di Errico Malatesta, ed. Monte Bove, s. l., pp. 80
  • Pier Carlo Masini, Cafiero, BFS edizioni, 2014, pp. 280
  • Pier Carlo Masini, Storia degli anarchici italiani da Bakunin a Malatesta, ed. Rizzoli, 1969, pp. 398
  • Pier Carlo Masini, Storia degli anarchici italiani nell’epoca degli attentati, ed Rizzoli, 1981, pp. 302
  • Mariella Mehr, Accusata, ed. Effigie, 2008, pp. 94
  • Bruno Misèfari, Diario di un disertore, ed. CR, pp. 103
  • Vladimir I. Lenin, Materialismo ed empiriocriticismo, ed. Riuniti, 1973, pp. 379
  • Stepniak, La Russia sotterranea, Ed. Gratis, 2024, pp. 228
  • Domenico Tarizzo, L’anarchia. Storia dei movimenti libertari nel mondo, ed. Rizzoli, 1976, pp. 323
  • Raoul Vaneigem, Banalità di base, De Donato editore, 1969, pp. 102
  • George Woodcock, L’ Anarchia. Storia delle idee e dei movimenti libertari, Ed. Feltrinelli, 1980, pp. 442
  • John Zerzan, Primitivo attuale, 5 saggi sul rifiuto della civiltà, Ed. Stampa Alternativa, 2004, pp. 152
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Centimetri

Tra imbarazzo e sarcasmo, frecciatine e risatine, è un argomento di cui si discute da sempre.

Entrambe le posizioni hanno i loro partigiani e i loro detrattori; se ne parla nelle scuole, nei bar e negli ambienti accademici, che si sono occupati della questione con tanto di studi scientifici e seri. Eppure finora, almeno a nostra conoscenza, l’arcano quesito non è stato ancora del tutto e completamente risolto.

I centimetri sono importanti oppure no?

In tanti, sostenitori della misurazione più rigorosa, forse influenzati dall’immaginario costruito da una corposa filmografia, sostengono che sì, non si può assolutamente fare a meno di prenderli in considerazione quando si tratta di certe faccende; molti altri sostengono che, in fondo, non siano così importanti, e la questione si possa risolvere in molti altri modi, magari anche adoperando altri strumenti…

Alla fine è stata la storia recente a incaricarsi di dare una risposta, se non definitiva, quantomeno che fa pendere la bilancia da un lato.

Ebbene sì, i centimetri sono importanti.

Se così non fosse, oggi alla Casa Bianca, a Washington, si sarebbe insediato un presidente diverso, ed il nome di Thomas Matthew Crooks, che il 13 luglio 2024, alle 18.11, ha colpito di striscio all’orecchio destro Donald Trump con un proiettile, non sarebbe risuonato così anonimo.

Non che sarebbe cambiato granché; la più grande democrazia del mondo avrebbe sempre avuto il suo presidente eletto. Sull’intero pianeta però si sarebbe potuto apprezzare quanto un individuo, armato della propria tenacia e inventiva – e nel caso specifico anche di una buona carabina – può essere in grado di fare; a prescindere dalle motivazioni, che nessuno realmente conosce.

Quando il mondo gira sempre più velocemente è consolatorio vedere che qualcuno riesce ancora a mettere a fuoco l’obiettivo giusto – e Luigi Mangione ce lo ha ricordato appena qualche mese dopo – anziché massacrare gente innocente per strada o nelle scuole. Per quello sono sufficienti gli Stati.

Per le loro bombe i centimetri non sono affatto importanti.

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A reminescence

Sometimes it is hard to write without running the risk of becoming rhetorical.

The death of Alfredo Bonanno has left what, precisely rhetorically, is referred to as an unbridgeable gap. A lack for many comrades – and they are hundreds – who, once they approached anarchism, drew vital lymph from his writings scattered in books, magazines and newspapers. Analytical writings to better understand the world and the evolution of domination, and to explore the way – one of the ways – in which to try to counter it. His analyses were lenses with which to look at things from another angle, and this way of looking at reality differently, of analysing it with another perspective is perhaps the thing that most fascinates about anarchism and will be most missed of Alfredo.

Whether it was one of his writings, a public discussion at an initiative or a conversation over a meal, he had the ability to stimulate that reflection that often led you to sit in silence and mull over what you had read or heard, taking you to reason differently, perceive other horizons.

Of course, Alfredo was not only a theorist, but also a man of action, perfectly embodying that marriage between theory and practice, between thought and action, which should be the basis of every comrade’s life. He also left traces of this in his writings, in what he wanted or was able to tell, when it was not the media that made a point of revealing what should not have been known.

Anarchism here and now, this seems to us to have been Alfredo Bonanno’s life. A year after his death, we felt a remembrance was in order in a bulletin of anarchist critique and culture such as this; a bulletin that deals mainly with books, those books that Alfredo loved so much. Books that Alfredo wrote, composed, printed, bound and distributed, and inside which he left a rich legacy from which other comrades will continue to draw vital lymph. Those books from which many suggestions will be able to reach new generations of comrades.

From Inattuale, bulletin of anarchist critique and culture, number 3, December 2024.

Translated by Act for freedom now!

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Altri titoli in consultazione

  • Charles Malato, Dalla Comune all’anarchia, Ed. Anarchismo, 2024, pp 224
  • Santo Peli, La resistenza difficile, BFS edizioni, 2018, pp. 140
  • Costantino Zonchello, Per l’anarchia, con l’anarchismo, valorizziamo l’individuo, scritti scelti da Cronaca Sovversiva e da L’Adunata dei Refrattari, Ed. Arkiviu-bibrioteka “T.Serra”, 2024, pp. 256
  • Ateneo libertario, Una storia trascurata, Cronologia anarchica 1848-2012, Ed. La Fiaccola, 2020, pp. 100
  • Diego Giachetti, Il ’68 in Italia, Le idee, i movimenti, la politica, BFS edizioni, 2018, pp. 218
  • Francisco Soriano, Noe Ito, Vita e morte di un’anarchica giapponese, Ed. Mimesis, 2018, pp.
  • Pietro Spica, Lorenzo Pezzica, Storie d’anarchia per 50 ritratti, Racconto corale di immagini, sogni, canzoni e storie, Shake edizioni, 2021, pp. 304
  • Caterpillar, Prima che ancora e altri versi, Ed. Nautilus, 2023, pp. 44
  • Jakob Van Hoddis, Fine del mondo, Ed. Gratis, 2024, pp. 60
  • Mynona, Il creatore, Ed. Gratis, 2024, pp. 112
  • Virgilia d’Andrea, Tormento, Ed. Ensemble, 2019, pp. 66
  • Pietrino Arixi, Il ribelle dell’anarchia, Vita e pensiero di un anarchico sardo, Ed. Sa Kavuna/ Arkiviu-bibrioteka “T.Serra”, 2022, pp.128
  • AA.VV., Pensare l’impensabile, tentare l’impossibile, a fianco di Alfredo, contro l’ergastolo e il 41 bis, Ed Colibrì, 2023, pp.80

 

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Un ricordo

Non è semplice a volte scrivere senza correre il rischio di cadere nella retorica.

La morte di Alfredo Bonanno ha lasciato quello che, retoricamente appunto, si definisce un vuoto incolmabile. Un vuoto per molti compagni – e sono centinaia – che, una volta avvicinatisi all’anarchismo, hanno succhiato linfa vitale dai suoi scritti, sparsi su libri, riviste e giornali. Scritti di analisi per meglio comprendere il mondo e le evoluzioni del dominio, e approfondire il modo – uno dei modi – con cui provare a contrastarlo. Le sue analisi sono state lenti con cui osservare le cose da un’altra angolazione, e questo modo di guardare diversamente la realtà, di analizzarla con una prospettiva altra è forse la cosa che più affascina dell’anarchismo e più mancherà di Alfredo. Che fosse un suo scritto, una discussione pubblica nel corso di una iniziativa o una chiacchierata a cena, aveva la capacità di stimolare quella riflessione che spesso ti portava a stare in silenzio e rimuginare su quanto avevi letto o ascoltato, portandoti a fare nuovi ragionamenti, a intravvedere orizzonti diversi.

Ovviamente Alfredo non è stato solo un teorico, ma anche un uomo d’azione, incarnando perfettamente quel connubio tra teoria e pratica, tra pensiero e azione che dovrebbe essere alla base del vissuto di ogni compagno. Anche di ciò ha lasciato traccia nei suoi scritti, in ciò che ha voluto o potuto raccontare, quando non è stata la cronaca a farsi carico di evidenziare quanto non si sarebbe dovuto sapere.

L’anarchismo qui ed ora, questa ci sembra essere stata la vita di Alfredo Bonanno. Ad un anno di distanza dalla sua scomparsa, ci sembrava doveroso un ricordo su un bollettino come il nostro, di critica e cultura anarchica; un bollettino che si occupa principalmente di libri, quei libri che Alfredo tanto amava. Quei libri che Alfredo ha scritto, composto, impresso, rilegato e distribuito, e dentro i quali ha lasciato una ricchissima eredità da cui altri compagni continueranno a succhiare linfa vitale. Quei libri a cui tanti suggerimenti potranno attingere nuove generazioni di compagni.

Tratto da Inattuale, bollettino di critica e cultura anarchica, numero 3, dicembre 2024.

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