Tornare ai libri, tornare alle idee
“La gente assimila sempre meno. Tutti sono sempre più impazienti, più agitati e irrequieti. Le autostrade e le altre strade di ogni genere sono affollate di gente che va un po’ da per tutto, ovunque, ed è come se non andasse in nessun posto. I profughi della benzina, gli erranti del motore a scoppio. Le città si trasformano in auto-alberghi ambulanti, la gente sempre più dedita al nomadismo va di località in località, seguendo il corso delle maree lunari, passando la notte nella camera dove sei stato tu oggi e io la notte passata.”
Ray Bradbury – Fahrenheit 451
Tornare alle radici, tornare alla solidità materiale. Alle discussioni reali, luoghi fisici di scontro prima che di incontro. Di fronte a una realtà che si sbriciola tra le nostre dita, a una memoria di ciò che è il pensiero anarchico che scompare di fronte al bispensiero mediatico e alla dolce costrizione dei nuovi canali comunicativi, non si poteva che ambire a ripensare il rapporto conflittuale tra ciò che questo mondo impone – la digitalizzazione e la dematerializzazione delle relazioni – e ciò che di antiquato portiamo in cuore e non siamo disposti ad abbandonare – il rifiuto del consenso e l’amore per gli incontri unici e sensuali tra individui in lotta contro questo esistente.
Perché andare ancora in una biblioteca anarchica? Perché sacrificare ore e giorni della propria vita per tenere una porta aperta all’incontro fortuito piuttosto che chiudersi nella perpetua reperibilità senza sforzo del sito internet? Perché c’è dell’altro.
Alimentare la nascita di oscure alcove in cui la stampa e la discussione si mescolano significa continuare a soffiare su delle braci che vogliamo far divampare. Significa non arrendersi all’irreversibilità della perdita del significato, l’appiattimento del linguaggio, l’inutilità della fisicità nel comunicare i propri desideri. Significa non arrendersi all’isolamento ma restare sempre desiderosi e fiduciosi di poter incrociare degli occhi che sentiamo bruciare all’unisono col battito del nostro cuore. E questo incontro non può che avvenire sulla base delle idee. Incontreremo tante persone nella nostra vita, certo. Condivideremo passioni e interessi, giorni di gioco e notti d’amore, ma saranno pochi gli individui che marchieranno a lettere di fuoco il percorso della nostra vita. E quando questi sogni soffocano, ripartire dalle idee è l’unico modo per restare vivi. Non arrendersi alla mediocrità della sopravvivenza è anche continuare ad urlare per le strade chi non siamo e cosa non vogliamo. Tendere l’orecchio e cercare una tenue eco dei nostri sogni, che a volte giunge impensabile ed in modi imprevisti. Il tessuto sociale non è un mistero da svelare con la determinatezza scientifica del processo di causa ed effetto.
www.anarchistlibraries.network
Proponiamo quindi un non-sito, un piccolo assaggio di qualcosa di più grande, che può essere tale solo se si raccoglie la sfida di voler continuare a interrogare il mondo nella sua fisicità, continuare a tenere aperta quella porta, da cui far entrare la rabbia viscerale e da cui uscire con pensieri e azioni inconciliabili con questa opprimente pacificazione sociale, questo clima di guerra e apocalisse, questa soppressione dell’unicità individuale.
D’altro canto, condividere le informazioni comporta già di per sé una maggiore visibilità per i diversi spazi che conservano collezioni e vogliono renderle accessibili e visionabili. Anche perché se a livello globale c’è uno spazio virtuale in cui condividere materiale anarchico che invogli a rendere vivi gli spazi fisici, migliorando collaborativamente la qualità delle descrizioni/metadati e soprattutto che faciliti la stampa e la diffusione di tale materiale nel mondo esterno, allora sì che pensare oltre ai confini nazional-linguistici ed alle Chiese può diventare un elemento di rottura con questo mondo. In ogni caso, abbiamo inserito una funzione di “omissione” per cui ogni spazio può decidere cosa mostrare e cosa no durante il processo di ricerca dal proprio account: non si tratta quindi di trovare un consenso forzato su cosa sia anarchico e cosa no, ma ogni gruppo di persone può operare indipendentemente le proprie valutazioni e le proprie considerazioni. Anche questo è un elemento per cui in questo progetto, che non vuole diventare un’identità politica o un riferimento di “appartenenza”, si possano ritrovare sensibilità e progettualità accomunate dall’essere nemiche dell’autorità ma con diverse sfumature e anche grosse divergenze progettuali.
Come contribuire
Attraverso anarchistlibraries.network vorremo supportare la diffusione delle idee anarchiche rendendo ricercabili, stampabili e migliorabili (collaborativamente) i diversi database; dare visibilità agli spazi fisici che conservano al loro interno biblioteche e archivi anarchici.
Potete contribuire al progetto condividendo i vostri materiali e migliorando i metadati e la completezza delle informazioni.
La condivisione dei propri archivi può avvenire in vari modi (come spiegato nelle note tecniche).
Per qualsiasi richiesta o per aggiungere la vostra fonte di dati contattateci. Verrete aiutati e supportati per organizzare al meglio l’importazione del catalogo e la creazione del vostro profilo:
info@anarchistlibraries.network
Tutto scaricabile?
La riproposizione online di testi e scansioni di libri e riviste, antiche quanto contemporanee, non è una pratica universalmente condivisa. È possibile inserire il proprio archivio utilizzando diverse possibilità:
Realtà pubblica e catalogo accessibile – Tutti i progetti che sono pubblicamente accessibili e che vogliono rendere il loro catalogo liberamente consultabile online.
Realtà pubblica e catalogo riservato – Per i progetti che sono pubblicamente accessibili ma che vogliono tenere il loro catalogo consultabile solo se è stata effettuata l’autenticazione.
Realtà privata e catalogo riservato – Per tutti quei fondi di testi che non sono pubblicamente accessibili (ad esempio biblioteche private) ma che vogliono comunque condividere il loro catalogo e renderlo consultabile se è stata effettuata l’autenticazione all’interno del sito.
Note tecniche
Questo collettore funziona raccogliendo diverse fonti di dati che provengono dai diversi archivi o biblioteche (oai-pmh, fogli di calcolo, hard disk di pdf con un qualsiasi indice) e li rende consultabili. Ogni fonte di dati ha un account dal quale può svolgere diverse operazioni tra cui impostare le relazioni linguistiche (testo B tradotto dal testo A), e può unificare sia i riferimenti a chi ha scritto un testo (si veda ad esempio il problema delle diverse traslitterazioni/traduzioni dei nomi) sia unificare i diversi testi sotto una stessa voce se caricati separatamente. Il modello logico di riferimento è quello IFLA-LRM, ovvero non un semplice elenco di caratteristiche ma il rapporto e la relazione tra gli elementi di un catalogo. Questo progetto è orientato alla fisicità nonostante sia un progetto digitale. Infatti, ogni spazio/sito avrà la possibilità di inserire i propri dati, descrivere la propria attività e così via. Il progetto accetta tanto le sole citazioni bibliografiche che le scansioni grezze che i testi editabili e ristampabili utilizzando la piattaforma software di amusewiki. Questo significa che la collezione può essere arricchita e completata non solo del “nome” dei libri, non solo della loro “scansione” ma anche del loro “testo”, impaginabile e riproducibile a mezzo stampa. Tuttavia ogni biblioteca, archivio o casa editrice potrà decidere autonomamente se rendere il proprio materiale “pubblico” (si vedano i vari progetti “anarchist library”) oppure “privato”, ovvero consultabile solo da utenti loggati, cioè che si trovano ad esempio all’interno degli altri spazi fisici che hanno un account. Quindi, di fatto, è come se si trattasse di un grande sistema interbibliotecario non solo di titoli ma anche del contenuto dei testi. Lo sviluppo ed il miglioramento dei metadati è completamente collaborativo e non influisce sul modo in cui i singoli spazi hanno fatto la loro catalogazione.
In conclusione
Basandosi su un principio federativo questo progetto non sostituisce i singoli siti ma offre la possibilità di aggregarne i contenuti in maniera non gerarchica e completamente indipendente ed autonoma. La proposta si muove quindi sul piano metodologico e non ad esempio su ciò che le diverse realtà decidono di conservare e di indicizzare.
Dato che l’accesso completo ai testi presenti sul collettore e la possibilità di crearsi un’utenza per poter fare una ricerca completa dovrebbe rappresentare un ulteriore motivo per recarsi nei luoghi fisici, il sito non può diventare un’alternativa ad essi.
Vorremmo riuscire a semplificare il processo, dentro e tra gli spazi anarchici, di reperimento, (ri)stampa, traduzione, conservazione in forma cartacea e/o distribuzione dei testi scritti oltre che le relazioni (anche internazionali) tra gruppi e/o individui – anche in anonimato.
Inoltre, rendere facilmente editabili i metadati, basati sui nuovi standard, e la ricostruzione delle relazioni bibliografiche tra i diversi testi e le diverse traduzioni, sulla cui base poter potenzialmente sviluppare ulteriori meta-analisi di tipo storico-archivistico più approfondite.
Infine, razionalizzare il formato dei file e dei metadati, agevolare la possibilità di fare backup massivi, evitare di costruire progetti su collegamenti che poi si interrompono, avere la possibilità di sapere cosa esiste già (ad esempio scansioni) o cosa manca (ad esempio nelle collezioni di periodici) in maniera rapida e intuitiva.
www.anarchistlibraries.network – info@anarchistlibraries.network

Tratto da Inattuale n. 4 aprile 2025, per richiedere copie di Inattuale, bollettino di critica e cultura anarchica, scrivere a inattuale@riseup.net