An idea of freedom. For Sara and Sandro

That Sara and Sandro’s gesture was the decisive affirmation of the “here and now”, we can only imagine. As anarchists and comrades we feel a strong need to stand by them and defend them from anyone who allows themself to slander them. And we are in no doubt that revolutionary violence is part of anarchism and an antiauthoritarian idea that would uproot every kind of oppression and hierarchy. An idea that expresses itself with many varied methods and which, when it decides to use violence, never strikes in the heap but aims its attack against oppression and who and what constitutes one of its gears.It is pointless for the hacks of power, the investigators or whoever else to spout off with hypotheses aimed only at denigrating and speculating on the comrades who have lost their lives. What we want to reaffirm is the defence of an idea of freedom, necessary part of who goes right into the theory and practice of their ideals, who strongly feels this daily tension that pushes them to act, that torments them constantly where injustice and oppression reign.

There are no heroes and heroines, there are revolutionary comrades who choose exactly where they stand and accept the risk, playing a game with the futureThat is why in Sara and Sandro’s gesture we see the generosity and tenderness of who loves deeply.

What do those who exterminate entire populations or place bombs in trains or city squares, drown thousands of people in the sea or lock up and torture individuals inside prisons, have to teach other than savagery and cowardice? We are convinced that demolishing is worth it if it serves to eliminate abuse and that is why the State is afraid of a bomb joined with an idea, because it could succeed in making the foundations of iniquity and oppression explode, render visible, show the hypocrisy of a system in act based on daily violence that it wants to gain monopoly of and prevent one from raising one’s head. Prisons, work, the devastation of nature, are we really so blind as to not see the brutality that dominates? Can a gesture of attack really constitute a scandal, when States have no scruples about enrolling and arming young people and sending them to kill and die?

Sara and Sandro were and are in our hearts, two comrades in struggle, and that is what they will remain. Their urgency will continue to be a dialogue with the future: that of an idea against power.

Translated by Act for freedom now!

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su An idea of freedom. For Sara and Sandro

Un’idea di libertà. Per Sara e Sandro

Che il gesto di Sara e Sandro sia stato l’affermazione decisa del “qui e ora” possiamo solo immaginarlo. Da anarchici e da compagni sentiamo forte la necessità di stare al loro fianco e difenderli da chiunque si permetta di calunniarli. E non abbiamo dubbi che la violenza rivoluzionaria sia parte dell’anarchismo e di un’idea antiautoritaria che vorrebbe sradicare qualsiasi tipo di oppressione e gerarchia. Un’idea che si esprime con svariatissimi metodi e che, quando decide di usare la violenza, non colpisce mai nel mucchio, ma mira il suo attacco contro l’oppressione e chi o cosa ne costituisce un ingranaggio.

Inutile che gli scribacchini del potere, gli inquirenti o chiunque necessiti di dar fiato ai denti, si dilunghino in ipotesi tese solo a denigrare e speculare sui compagni che hanno perso la vita. Ciò che vogliamo ribadire è la difesa di un’idea di libertà, parte necessaria di chi va fino in fondo nella teoria e nella pratica dei suoi ideali, che sente forte quella tensione quotidiana che lo spinge ad agire, che lo tormenta costantemente quando attorno regna ingiustizia e sopraffazione. Non esistono eroi ed eroine, esistono compagni rivoluzionari che scelgono esattamente da che parte stare e ne accettano il rischio, intrattenendosi con l’avvenire. È per questo che nel gesto di Sara e Sandro vediamo la generosità e la tenerezza di chi ama profondamente. Chi stermina popolazioni intere o mette bombe sui treni e nelle piazze, chi annega migliaia di persone in mare o rinchiude e tortura gli individui nelle carceri, cos’ha da insegnare se non ferocia e viltà? Siamo convinti che valga la pena demolire, se ciò serve ad eliminare abusi ed è per questo che lo Stato ritiene pericolosa una bomba che si affianca ad un’idea, perché essa può riuscire a far deflagrare le fondamenta dell’iniquità e della sopraffazione, a renderle visibili, a mostrare l’ipocrisia di un sistema di fatto fondato sulla violenza quotidiana e vuole semplicemente detenerne il monopolio e impedire che si alzi la testa. Carceri, lavoro, devastazione della natura, guerra: davvero si è così accecati dal non vedere la brutalità che sovrasta? Davvero può costituire uno scandalo un gesto di attacco, quando gli Stati non hanno nessuno scrupolo ad arruolare e armare dei giovani e mandarli ad ammazzare e morire?

Sara e Sandro erano e sono nei nostri cuori una compagna e un compagno in lotta, ed è questo che saranno. La loro urgenza resterà di fatto un dialogo con l’avvenire, quello di un’idea contro il potere.

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Un’idea di libertà. Per Sara e Sandro

ASSENTE!!!

Ci sono molti a cui danno fastidio le commemorazioni fasciste, quelle dei raduni di bipedi che sfilano inquadrati e terminano le loro pagliacciate urlando e tendendo in alto le braccia. Tanti sinceri democratici ed anime belle della sinistra si scandalizzano, e chiedono agli organi competenti dello Stato di intervenire, appellandosi alla Costituzione o a qualche legge che condanni l’apologia del fascismo.

Noi paradossalmente crediamo, anzi, che di queste commemorazioni ce ne siano troppo poche se è vero – come è vero – che celebrano la morte di alcuni fascisti. Come non gioirne? Come non essere contenti che, sul già troppo inquinato pianeta che abitiamo, manchi qualcuno che professava una ideologia marcia fatta di violenza e sopraffazione del più debole, di discriminazione verso il diverso, di razzismo e di xenofobia, di culto della forza, di sottomissione della donna, e che da sempre è stato strumento e servo dei poteri forti e degli apparati statali?

Anche per questo, chiedere allo Stato di intervenire è pura tautologia, quando non dimostri una ingenua fede nel potere e le istituzioni…

Lo stesso discorso vale per i vari striscioni commemorativi che, di tanto in tanto, appaiono in giro per le città. Per esempio quello che, appena un mese fa, rendeva omaggio a tale Denis.

Denis Kapustin – così si chiamava il morto –, detto “whiterex”, il “re bianco”, era un fascista russo arruolatosi con l’esercito ucraino in un battaglione formato da soli volontari russi da lui stesso fondato, il RDK – Russian Volunteer Korps. Vicino a Casa Pound, organizzatore di eventi di arti marziali, “le sue idee trovavano radici nel Ventennio mussoliniano”. Machismo, culto della forza e ideologia guerrafondaia: questo è l’armamentario con cui, in tuta mimetica, ha trovato la morte alla fine dello scorso anno.

Non abbiamo pianto.

Abbiamo pensato invece alla distanza etica che separa questi spregevoli individui – con la guerra in testa per sostenere uno Stato, qualunque esso sia – dalle migliaia di disertori che, tra mille difficoltà, abbandonano il fronte o si danno alla macchia prima di esserci inviati, per non combattere per i superiori interessi che gli Stati da sempre pongono davanti alla vita degli esseri umani. A tutti loro auguriamo buon vento. Ai tanti Denis, l’augurio di incontrare “la bella morte”…

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su ASSENTE!!!

Il potere è maledetto

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Il potere è maledetto

Nuovi titoli in consultazione

  • Assemblea No Green pass Trento, Per restare umani. Raccolta di testi, materiali e iniziative (ottobre 2021-aprile 2022), s. e., 2022, pp. 33:
  • Luigi Galleani, La fine dell’anarchismo?, ed. Anarchismo, 2025, pp. 183;
  • Albert Meltzer (a cura di), Il movimento di solidarietà rivoluzionaria internazionale e il Gruppo 1° Maggio 1945-1973, ed. Anarchismo, 2024, pp. 121;
  • s. a., Decolonizzare la Palestina. La Palestina attraverso la storia e il raimbow washing di Israele, ed. Anarcoqueer, 2023, pp. 160;
  • Costantino Cavalleri, L’altra storia del banditismo. Potere costituito, autodeterminazione, “criminalità” in Sardegna. Il carcere e il carcerario, ed. Arkiviu-Bibrioteka “T. Serra”, 2025, pp. 255;
  • Giovanni Farina, Aspettando il giorno. L’infinita notte che tormenta l’animo del detenuto dello Stato democratico, ed. Arkiviu-Bibrioteka “T. Serra”, 2025. pp. 255;
  • Marco Gabbas, Brigate negre, ed. Arkiviu-Bibrioteka “T. Serra”, 2025, pp. 79;
  • Hanns-Erich Kaminski, Bakunin. Vita di un rivoluzionario, ed. Arkiviu-Bibrioteka “T. Serra”, 2025, pp. 287;
  • Jacques Ellul, La società tecnologica. Il rischio del secolo, ed. Silvio Berlusconi, 2025, pp. 614;
  • Francesco Filippi, Noi però gli abbiamo fatto le strade. Le colonie italiane tra bugie, razzismi e amnesie, ed. Bollati Boringhieri, 2021, pp. 197;
  • Francesca Cerbini, Prison lives matter, ed. Elèuthera, 2025, pp. 205;
  • Philippe Godard, Il consenso nell’epoca del terrorismo, ed. Elèuthera, 2018, pp. 181;
  • Francois Laplantine, Identità e meticciato, ed. Elèuthera, 2011, pp. 135;
  • Ashley Montagu, Il buon selvaggio, ed. Elèuthera, 2021, pp. 327;
  • George Orwell, Come un pesciolino rosso in una vasca di lucci, ed. Elèuthera, 2018, pp. 219;
  • Lorenzo Pezzica, La rivoluzione comincia ora, ed. Elèuthera, 2022, pp. 183;
  • Salvo Vaccaro, Credere altrimenti, ed. Elèuthera, 2023, pp. 214;
  • Naief Yehya, Homo cyborg, ed. Elèuthera, 2017, pp. 187;
  • Eric J. Hobsbawm, Il trionfo della borghesia 1848/1875, ed. Laterza, 1976, pp. 428;
  • Renaud Garcia, La nostra biblioteca verde. I maestri del pensiero ecologista-naturista, ed. Malamente, 2025, pp. 669;
  • Hartmut Rubner, L’anarcosindacalismo in Germania. Affermazione, ascesa e declino (1892-1933), ed. Malamente, 2025, pp. 127;
  • Ettore Labbate, Geografia. Poesia, ed. Manni, 2010, pp. 118;
  • E. Armand, Cos’è un anarchico? L’abc delle “nostre” rivendicazioni individualiste anarchiche, ed. Les Milieux Libres, 2017, pp. 47;
  • Anselme Bellegarigue, L’anarchia è l’ordine. Tutti gli scritti politici, ed. Les Milieux Libres, 2022, pp. 150;
  • Manuel Devaldes, Riflessioni sull’individualismo. Sapere-Volere-Potere, ed. Les Milieux Libres, 2015, pp. 46;
  • Gustav Landauer, Una strada per la liberazione della classe lavoratrice, ed. Les Milieux Libres, 2021, pp. 78;
  • Gianni De Nittis e Vallori Rasini (a cura di), Lineamenti di moralismo andersiano, ed. Mimesis, 2024, pp. 231;
  • ka-tzetnik 135633, La casa delle bambole, ed. Mondadori, 1970, pp. 308;
  • Stefano Boni, Tornare in sé. Pandemia. Per una ripresa della coscienza sociale e della resistenza attiva, ed. Nautilus, 2023, pp. 172;
  • Alan Lomax, Blues nella notte del Mississippi, ed. Nautilus, 2024, pp. 120;
  • Davide Turcato, Il metodo anarchico. Gli esperimenti di Errico Malatesta con la rivoluzione (1889-1900), ed. Odradek, 2023, pp. 431;
  • Alexander I. Herzen, Dall’altra sponda, ed. Ortica, 2011, pp. 205;
  • Ettore Labbate, Ned e il resto. Romanzo in 89 frammenti, ed. Ortica, 2025, pp. 171;
  • James L. Walker, La filosofia dell’egoismo, ed. Ortica, 2017, pp. 157;
  • AA. VV., Agaragar. Rivista “situazionista” italiana (1970-1972). ed. PGreco, 2020;
  • Markus Rediker, Storia sociale della pirateria, ed. Shake, Milano, s. d., pp. 335;
  • AA. VV., Taboriti. Apocalisse anarco-comunista in in Boemia. Analisi e documenti di una rivoluzione tardo medievale, ed. Tabor, 2025, pp. 295;
  • Maurice Pianzola, «Io affilo la mia falce». Thomas Muntzer e la guerra dei contadini, ed. Tabor, 2025, pp. 221;
  • Safiya Umoja Noble, Algoritmi dell’oppressione. Come i motori di ricerca favoriscono il razzismo, ed. Tamu, 2025, pp. 316;
  • Gustave Le Bon, Psicologia delle folle. Un’analisi del comportamento delle masse, ed. Tea, 2023, pp. 255;
  • Il complotto n.0. Foglio di critica anarchica, settembre 2025, pp. 120;
  • Malamente n.38. Rivista di lotta e critica del territorio, novembre 2025, pp. 130;
Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Nuovi titoli in consultazione

Nuova uscita: Inattuale 6

Dall’editoriale:

Fare riflessioni sulla guerra è sempre inattuale, e ciò perché la guerra è – purtroppo – sempre attuale. Fatto questo giro di parole, questo editoriale parte da stimoli sorti in seguito alla rilettura di alcuni testi, sulla guerra appunto. Uno di questi è La guerra e il suo rovescio di Riccardo d’Este, ed. Anarchismo, 2013, pubblicato originariamente in una collettanea nel 1991 da Nautilus edizioni. Per la prima volta, in quell’occasione, con l’intervento degli Usa e di una coalizione di Stati contro l’Iraq, a seguito dell’invasione del Kuwait, i governi parlano di guerra come operazione di polizia internazionale, cercando così di mistificare i loro intenti e, in qualche modo, rendere più soft e quasi più accettabile la loro partecipazione. Riccardo d’Este afferma che in realtà la definizione di “operazione di polizia internazionale”, nonostante cerchi di nascondere la guerra vera e propria che si mette in atto, è abbastanza fedele proprio all’essenza di ciò che si vuole fare. Gli Stati Uniti si ponevano come i poliziotti di un nuovo ordine mondiale che, esattamente come fa la polizia di uno Stato, reprime chi non è allineato a quell’ordine. Tale definizione si può probabilmente applicare anche alla guerra nel Golfo del 2003, con i bombardamenti (in diretta TV e trasmessi in maniera spettacolare) degli Usa contro l’Iraq e precedentemente nella guerra in Afghanistan del 2001, quando gli Usa decisero di attaccare questo Paese come risposta all’attentato alle torri gemelle. È utile tenere a mente questo concetto di sicurezza mondiale attraverso il quale alcuni governi, quello statunitense in primis, hanno deciso di tenere in scacco il mondo con deliri di onnipotenza, forza militare, economica ed equilibri strategici, provando a mistificare in qualche modo la realtà nuda e cruda della guerra fatta di morte, devastazione e flusso di capitali.

Per molti anni, parlare di guerra ci ha fatto pensare a qualcosa di distante da noi, aberrante, ingiusto, feroce ma lontano. E con una certa lucidità e lungimiranza, i testi anarchici su questo argomento hanno cercato di analizzare quanto, in tempi di apparente pace, la guerra sia comunque presente, seppure sotto altri aspetti e che il militarismo è una logica da contrastare in ogni epoca. Oggi, i tempi di cosiddetta pace (che prepara la guerra), o di guerra lontana (operazione di polizia internazionale o di peace-keeping, secondo la neolingua del potere), sembrano essere nuovamente mutati e sembra molto chiara la virata verso la guerra guerreggiata anche alle nostre latitudini. Ma ciò non è solo effetto della vicinanza geografica rispetto ad alcuni conflitti, come quello in Ucraina o in Palestina, dove è in corso anche lo sterminio di una popolazione e la colonizzazione di un territorio; ciò è anche effetto della propaganda bellica che ha preso avvio ormai da qualche tempo e dell’economia che, senza esagerazione, è diventata economia di guerra, con crescite significative dei finanziamenti rivolti proprio a questo settore. A ciò bisogna aggiungere che ormai, ripetutamente, in alcuni Paesi europei si parla di reintrodurre la leva militare obbligatoria e che ospedali e servizi pubblici di vario tipo sono stati allertati a prepararsi ad evenienze belliche. Le università e la loro ricerca sono da tempo coinvolte in progetti di guerra e nelle scuole si avvicendano forze militari a giustificare la presenza nella società del militarismo. Usando la memoria, dovremmo fare un passo indietro di più di vent’anni per intravedere tutto questo, tenendo a mente quel concetto di sicurezza o di polizia internazionale che ha avuto un contraltare anche all’interno degli Stati: le legislazioni sempre più liberticide, che dal 2001 (avendo come pretesto l’attacco alle torri gemelle, ma anche le grandi manifestazioni contro i G8 che si erano verificate in quegli anni, culminate con quelle di Genova nello stesso anno e che stavano dimostrando un certo fervore e una certa opposizione alle politiche inique degli Stati), sono state emanate in molti Stati occidentali. Da quel momento storico la guerra si è accompagnata sempre più alla repressione, alla cancellazione di libertà, al riempimento delle carceri, alla criminalizzazione dell’immigrazione, alla militarizzazione delle città, all’espropriazione delle campagne. Mentre quindi in Occidente si producevano armi e ordigni di ogni tipo e le società di armamenti aumentavano sempre più il loro fatturato e le guerre si svolgevano lontano dai nostri occhi, in questa parte di mondo si poteva toccare la pace del capitale. (…)

per richieste inattuale@riseup.net

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Nuova uscita: Inattuale 6

Concerto benefit

Har-DÙO sporco blues
JEKOCRIMINAL stoner
IN CONCERTO
DOMENICA 21 DICEMBRE
ORE 18:30
A seguire Luppolo selecter
Benefit stampa
anarchica

BIBLIOTECA
ANARCHICA
DISORDINE
VIA DELLE
ANIME, 2/B
LECCE

distro stampa anarchica,
panini, bar

disordine@riseup.net,
disordine.noblogs.org

Quali forme prenderà l’agitazione? – Le forme più varie volute dalle circostanze, dai mezzi, dai temperamenti. Ora lugubre, ora beffarda, ma sempre audace; ora collettiva, ora puramente individuale, essa non trascura nessuno dei mezzi che ha nelle mani, nessuna circostanza della vita pubblica, per tener sempre desto lo spirito, per propagare e formulare malcontento, per eccitare l’odio contro gli sfruttatori, per deridere i governanti, dimostrare la loro debolezza, e soprattutto e sempre risvegliare l’audacia, lo spirito di ribellione, predicando con l’esempio.
Petr Kropotkin, Parole di un ribelle

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Concerto benefit

Nuovi titoli in consultazione

  • Dominique Karamazov, Miseria del femminismo, ed. Anarchismo, Trieste, 2025, pp. 83;
  • Nemici di ogni frontiera, La lotta contro il Cpt nel Salento, ed. Anarchismo, 2025, pp. 186
  • Petr A. Kropotkin, Agite voi stessi. Scritti scelti rari e inediti, ed. La Baronata, Lugano, 2021, pp. 238;
  • Gabriele Fuga, La cella dell’avvocato, ed. Colibrì, Milano, 2022, pp. 326;
  • Mario Rigoni Stern, Tra due guerre e altre storie, ed. Einaudi, Torino, 2000, pp. 248;
  • Alex Comfort, Potere e delinquenza. Saggio di psicologia sociale, ed. Elèuthera, Milano, 1996, pp. 181;
  • Louis Mercier Vega, La cavalcata anonima, ed. Elèuthera, Milano, 2019, pp. 174;
  • Pierre-Joseph Proudhon, Critica della proprietà e dello Stato, ed. Elèuthera, Milano, 2024, pp. 203;
  • Prospero Gallinari / Linda Santilli, Dall’altra parte. L’odissea quotidiana delle donne dei detenuti politici, ed. Feltrinelli, Milano, 1995, pp. 221;
  • Anna Marsili, Categoria A8. Genovesi sorvegliati durante il fascismo e nell’Italia repubblicana, ed. Malamente, Urbino (PU), 2025, pp. 242;
  • Giulio Saletti (a cura di), I verbali segreti della conferenza antianarchica. Il primo vertice internazionale contro il terrorismo (Roma, 1898), ed. Malamente, Urbino (PU), 2025, pp. 449;
  • Gunther Anders, L’uomo sul ponte. Diario da Hiroshima e Nagasaki e Tesi sull’età atomica, ed. Mimesis, Milano – Udine, 2024, pp. 274;
  • Il gigante di carta, allegato a Nurkuntra, s. d., pp. 42;
  • Sante Notarnicola, L’anima e il muro, ed. Odradek, Roma, 2013, pp. 191;
  • AA. VV., Per l’abolizione della maternità surrogata, ed. Ortica, Aprilia (LT), 2022, pp. 266;
  • AAv. VV., Sex work is not work, ed. Ortica, Aprilia (LT), 2023, pp. 178;
  • Luca Benvenga, Provo, ed. Ortica, Aprilia (LT), 2022, pp. 139;
  • Jenny d’Héricourt, La donna emancipata, ed. Ortica, Aprilia (LT), 2023, pp. 434;
  • Alexis Escudero, La riproduzione artificiale dell’umano, ed. Ortica, Aprilia (LT), 2016, pp. 237;
  • Félix Fénéon, Nuove in tre linee, ed. Ortica, Aprilia (LT), 2025, pp. 204;
  • John Zerzan, Quando siamo umani. Appunti dall’era pandemica, ed. Ortica, Aprilia (LT), 2022, pp. 281;
  • Mauro De Agostini / Franco Schirone, Il popolo tiranni più non vuole. Leggi eccezionali e domicilio coatto nell’Italia di fine Ottocento, ed. Zero in condotta, Milano, 2024, pp. 206;
  • SISSC Società Italiana per lo Studio degli Stati di di Coscienza, Altrove n°24, ed. Nautilus, Torino, 2024, pp. 214;
  • Disfare n°1. Per la lotta contro il mondo-guerra, Torino, marzo 2025, pp. 36;
  • I giorni e le notti n°15. Rivista anarchica, Rovereto (TN), giugno 2024, pp. 100;
  • Inattuale n°1. Bollettino di critica e cultura anarchica, s. l., aprile 2024, pp. 20;
  • Inattuale n°2. Bollettino di critica e cultura anarchica, s. l., agosto 2024, pp. 32;
  • Inattuale n°3. Bollettino di critica e cultura anarchica, s. l., dicembre 2024, pp. 28;
  • Inattuale n°4. Bollettino di critica e cultura anarchica, s. l., aprile 2025, pp. 32;
  • Lahar n°1. Rivista anarchica aperiodica, s. l., gennaio 2025, pp. 82;
  • Malamente n°30. Rivista di lotta e critica del territorio, Urbino (PU), settembre 2023, pp. 132;
  • Malamente n°33. Rivista di lotta e critica del territorio, Urbino (PU), giugno 2024, pp. 132;
  • Malamente n°36. Rivista di lotta e critica del territorio, Urbino (PU), aprile 2025, pp. 128;
  • Nunatak n°70. Rivista di storie, culture, lotte della montagna, Exilles (TO), dicembre 2023, pp. 64;
  • Nunatak n°73. Rivista di storie, culture, lotte della montagna, Exilles (TO), agosto 2024, pp. 80;
  • Nunatak n°75. Rivista di storie, culture, lotte della montagna, Exilles (TO), febbraio 2025, pp. 88;
  • Nunatak n°76. Rivista di storie, culture, lotte della montagna, Exilles (TO), aprile 2025, pp. 64;

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Nuovi titoli in consultazione

Nuovi arrivi in distribuzione

  • Nemici di ogni frontiera, La lotta contro il Cpt nel Salento, ed. Anarchismo, 2025, pp. 186, € 10 invece di € 11. Seconda edizione;
  • Petr Kropotkin, Agite voi stessi, Scritti scelti rari e inediti, ed. La Baronata, 2021, pp. 238, € 15 invece di € 18;
  • Maria Luisa Berneri, Viaggio attraverso Utopia, ed. Malamente / Tabor, 2023, pp. 492, € 13 invece di € 16;
  • Yves Delhoysie / Georges Lapierre, L’incendio millenarista. Tra apocalisse e rivoluzione, ed. Malamente / Tabor, 2024, pp. 574, € 20 invece di € 22;
  • Hartmut Rubner, L’anarcosindacalismo in Germania. Affermazione, ascesa e declino (1892-1933), ed. Malamente, 2025, € 13 invece di € 15;
  • Giulio Saletti (a cura di), I verbali segreti della conferenza antianarchica. Il primo vertice internazionale contro il terrorismo (Roma, 1898), ed. Malamente, 2025, pp. 449, € 22 invece di € 25;
  • E. Armand, Cos’è un anarchico? L’abc delle “nostre” rivendicazioni individualiste anarchiche, ed. Les Milieux Libres, 2017, pp. 47, € 6;
  • Anselme Bellegarrigue, L’anarchia è l’ordine. Tutti gli scritti politici, ed. Les Milieux Libres, 2022, pp. 150, € 10 invece di € 11;
  • Manuel Devaldès, Riflessioni sull’individualismo. Sapere-volere-potere, ed. Les Milieux Libres, 2015, pp. 46, € 6;
  • Han Ryner, Dell’anarchismo armonico, ed. Les Milieux Libres, 2019, pp. 63, € 8;
  • Clara Wichmann, Scritti su non violenza, giustizia e anarchia, ed. Les Milieux Libres, 2022, pp. 73, € 9 invece di € 10;
  • Paolo Ranieri, Se rinasco faccio reclamo, ed. Nautilus, 2025, pp. 95, € 12;
  • Loredana Oddone / Sergio Tosato, Sigma 13 & il mondo senza sogni, ed. Nautilus, 2025, pp. 144, € 20. Graphic novel a colori;
  • Alexander I. Herzen, Dall’altra sponda, ed. Ortica, 2011, pp. 205, € 12 invece di € 15;
  • John Henry Mackay, Gli anarchici, ed. Ortica, 2020, pp. 328, € 13 invece di € 15;
  • Han Ryner, Parabole ciniche, ed. Ortica, 2023, pp. 179, € 12 invece di € 14;
  • John Zerzan, Quando siamo umani. Appunti dall’era pandemica, ed. Ortica, 2022, € 14 invece di € 16;
  • Zundlumpen, Antologia, ed. Il Pennato, 2025, pp. 435, € 12;
  • Il Complotto n.0. Foglio di critica anarchica, settembre 2025, pp. 120, € 5
Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Nuovi arrivi in distribuzione

Nuova uscita – Inattuale n°5

Inattuale – bollettino di critica e cultura anarchica n°5, 24 pagine, settembre 2025, senza prezzo

Dall’Editoriale:

[…] L’accanimento dei governi verso la parola scritta degli anarchici ha, in fondo, un fondamento ben preciso: è il riflesso dell’attenzione del potere verso le idee che tendono a criticarlo e metterlo in discussione, consapevole del fatto che per gli anarchici è fondamentale l’indissolubilità tra pensiero e azione. In un certo senso, quindi, possiamo dire che la guerra che il potere combatte contro questa parola ha una sua precisa ragione di essere. Il suo sguardo occhiuto vigila attentamente su tutta la stampa anarchica, e possiamo affermare senza tema di smentita che i nostri più assidui ed attenti lettori siano proprio gli addetti alla repressione. Questo perché, proprio in virtù di quella consequenzialità tra idea e azione che è caratteristica del pensiero anarchico, gli organi preposti temono che chi propugna determinate idee sia anche propenso a metterle in pratica, oltre al fatto che, attraverso l’analisi della realtà circostante, voglia spingere anche altri a passare all’azione. […]

Richieste copie, singole o per la distribuzione: inattuale@riseup.net

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Nuova uscita – Inattuale n°5