Che il gesto di Sara e Sandro sia stato l’affermazione decisa del “qui e ora” possiamo solo immaginarlo. Da anarchici e da compagni sentiamo forte la necessità di stare al loro fianco e difenderli da chiunque si permetta di calunniarli. E non abbiamo dubbi che la violenza rivoluzionaria sia parte dell’anarchismo e di un’idea antiautoritaria che vorrebbe sradicare qualsiasi tipo di oppressione e gerarchia. Un’idea che si esprime con svariatissimi metodi e che, quando decide di usare la violenza, non colpisce mai nel mucchio, ma mira il suo attacco contro l’oppressione e chi o cosa ne costituisce un ingranaggio.
Inutile che gli scribacchini del potere, gli inquirenti o chiunque necessiti di dar fiato ai denti, si dilunghino in ipotesi tese solo a denigrare e speculare sui compagni che hanno perso la vita. Ciò che vogliamo ribadire è la difesa di un’idea di libertà, parte necessaria di chi va fino in fondo nella teoria e nella pratica dei suoi ideali, che sente forte quella tensione quotidiana che lo spinge ad agire, che lo tormenta costantemente quando attorno regna ingiustizia e sopraffazione. Non esistono eroi ed eroine, esistono compagni rivoluzionari che scelgono esattamente da che parte stare e ne accettano il rischio, intrattenendosi con l’avvenire. È per questo che nel gesto di Sara e Sandro vediamo la generosità e la tenerezza di chi ama profondamente. Chi stermina popolazioni intere o mette bombe sui treni e nelle piazze, chi annega migliaia di persone in mare o rinchiude e tortura gli individui nelle carceri, cos’ha da insegnare se non ferocia e viltà? Siamo convinti che valga la pena demolire, se ciò serve ad eliminare abusi ed è per questo che lo Stato ritiene pericolosa una bomba che si affianca ad un’idea, perché essa può riuscire a far deflagrare le fondamenta dell’iniquità e della sopraffazione, a renderle visibili, a mostrare l’ipocrisia di un sistema di fatto fondato sulla violenza quotidiana e vuole semplicemente detenerne il monopolio e impedire che si alzi la testa. Carceri, lavoro, devastazione della natura, guerra: davvero si è così accecati dal non vedere la brutalità che sovrasta? Davvero può costituire uno scandalo un gesto di attacco, quando gli Stati non hanno nessuno scrupolo ad arruolare e armare dei giovani e mandarli ad ammazzare e morire?
Sara e Sandro erano e sono nei nostri cuori una compagna e un compagno in lotta, ed è questo che saranno. La loro urgenza resterà di fatto un dialogo con l’avvenire, quello di un’idea contro il potere.
