Nuova pubblicazione

È stato ristampato il libro di Vernon Richards “Insegnamenti della Rivoluzione spagnola 1936-1939”, pp. 322, 2023, ed. Biblioteca Anarchica Disordine

È trascorso mezzo secolo dall’ultima edizione in italiano di questo libro.
Molte sono state le pubblicazioni che nel corso degli anni hanno raccontato gli avvenimenti spagnoli degli anni 1936-1939, ma la maggior parte hanno evidenziato principalmente gli aspetti più belli ed esaltanti di quella breve estate dell’anarchia.
Pensiamo che l’assenza di questo testo, che analizza esclusivamente gli aspetti critici di quella seppure formidabile stagione, sia stata pesante, perché per lungo tempo generazioni di nuovi compagni che si sono avvicinati alle idee anarchiche e hanno letto apologeticamente quegli avvenimenti, non hanno potuto usufruire di un valido strumento rispetto ad essi e, soprattutto, rispetto al modo di operare di alcuni compagni, dirigenti di un movimento sindacale con oltre un milione di iscritti ed esponenti di spicco del movimento anarchico, che con le loro scelte hanno contribuito al fallimento della rivoluzione, prima ancora della sconfitta nella guerra contro le truppe di Franco.
Definiamo pesante la lunga assenza di questo libro perché crediamo che tutti i tentativi
insurrezionali e le esperienze rivoluzionarie del passato si sedimentino, lasciando qualcosa per quelle presenti e a venire, e la mancanza di una lettura critica riguardo una di queste rappresenti una falla nella riflessione dei compagni dell’oggi, uno strumento in meno a disposizione per elaborare il proprio intervento nel presente in cui viviamo.

INDICE

Introduzione alla nuova edizione

Prefazione all’edizione italiana
Introduzione alla prima edizione inglese

Parte prima

Capitolo 1. Le elezioni del febbraio 1936
Capitolo 2. La sollevazione dei militaristi nel luglio 1936
Capitolo 3. La rivoluzione al bivio
Capitolo 4. Dittatura anarchica o collaborazione e democrazia
Capitolo 5. La Cnt e la Ugt
Capitolo 6. La Cnt partecipa ai governi catalano e centrale
Capitolo 7. La Cnt e l’azione politica
Capitolo 8. La corruzione del potere

Capitolo 9. Le collettività agricole
Capitolo 10. Le industrie collettivizzate
Capitolo 11. I comunisti: avanguardia della controrivoluzione
Capitolo 12. Le “giornate di maggio” a Barcellona
Capitolo 13. Il significato rivoluzionario delle “giornate di maggio” a Barcellona
Capitolo 14. La Cnt e la crisi del governo Caballero
Capitolo 15. La Fai e la lotta politica

Parte seconda

Introduzione
Capitolo 16. Dalle milizie alla militarizzazione
Capitolo 17. Il Plenum nazionale del gennaio 1938
Capitolo 18. Il patto Ugt-Cnt
Capitolo 19. Il culto della organizzazione e della personalità
Capitolo 20. La responsabilità dei membri di base
Conclusioni
Bibliografia

Una copia € 14, da 5 copie in poi € 9 a copia.

Per contatti: disordine@riseup.net

Biblioteca Anarchica Disordine, via delle Anime 2/b, 731oo Lecce

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Distribuzione

Nuovi titoli in distribuzione:

  • Barbara Ehrenreich / Deirdre English, Streghe isteriche untrici. Il ruolo della medicina nella repressione delle donne, ed. Anarcoqueer, 2023, pp. 171, € 10
  • Ed Mead e Rita “Bo” Brown, Guerriglia frocia. Testi sulla George Jackson Brigade e il collettivo gay anticarcerario Men Against Sexism (1975-1978), ed. Anarcoqueer, 2023, pp. 112, € 10
  • AA. VV., Il Movimento 2 giugno. Scritti e testimonianze. La lotta armata a Berlino Ovest e nella Germania Federale, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2009, pp. 255, € 9;
  • Costantino Cavalleri, Da Max Stirner all’anarchismo contemporaneo. Una lettura mediata dall’apporto di Bakunin, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2006, pp. 62, € 4;
  • Un “Copain”, Ricordi su Jules Bonnot e il suo gruppo, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2023, pp. 109, € 6;
  • Clement Duval, Memorie autobiografiche. Dalla rivolta contro la proprietà all’evasione da Cayenne. Vol. I, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2006, pp. 269, € 7;
  • Clement Duval, Memorie autobiografiche. Dalla rivolta contro la proprietà all’evasione da Cayenne. Vol. II, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2000, pp. 288, € 6;
  • Clement Duval, Memorie autobiografiche. Dalla rivolta contro la proprietà all’evasione da Cayenne. Vol. IV, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2002, pp. 227, € 6;
  • Monte Melkonian, The right to struggle (La forza di combattere). Scritti scelti sulla questione nazionale armena, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2004, pp. 240, € 12,50;
  • Victor Rudin, Max Stirner. Un refrattario, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 1991, pp. 55, € 3,50;
  • Antonio Soru, Il sequestro e l’uccisione di Marzio Ostini. Ingiustizia è fatta!, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2001, pp. 317, € 11;
  • V. Zasulic, O. Ljubatovic, E. Kovalskaja, Memorie di donne populiste, ed. Arkiviu.Bibrioteka “T. Serra”, 2006, pp. 238, € 7;
  • Enrico Acciai, Luigi Balsamini e Carlo De Maria (a cura di)Parlare d’anarchia. Le fonti orali per lo studio della militanza libertaria in Italia nel secondo Novecento, ed. Biblion, 2017, pp. 222, € 22;
  • Giuseppe Sircana, A Parigi! A Parigi! Italiani alla Comune, ed. Biblion, 2021, pp. 125, € 15;
  • Selva Varengo, Pagine anarchiche. Petr Kropotkin e il mensile “Freedom” (1886-1914), ed. Biblion, 2015, pp. 208, € 16
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Presentazione di Agire! Pietro Cociancich e il “Gruppo di Marsiglia” 1932-1944

VENERDÌ 28 APRILE ORE 18.30

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

Agire! Pietro Cociancich e il “Gruppo di Marsiglia” 1932-1944.

Edizioni Indesiderabili, Biblioteca anarchica disordine, febbraio 2023

 Vi è forse un aggettivo che in questo libro risalta agli occhi, ripetuto svariate volte a descrivere la condizione di coloro cui viene attribuito, ed è quello di proscritti. Ripercorrendo le storie e i tanti nomi sconosciuti, ignorati o rimossi, ci si imbatte sempre nella necessità di affrontare la condizione di esuli o esiliati, di fuggitivi o messi al bando completamente. Il periodo storico trattato percorre l’avvento del fascismo in Italia fino alla sua caduta e nonostante abbia come punto di partenza, e luogo nevralgico di azione, Marsiglia e la Francia, gli avvenimenti si svolgono attraversando tutta l’Europa che da lì a poco sarebbe diventata un enorme campo di concentramento. Seppure proscritti, i compagni e le compagne di queste vicende non avevano esitazione nell’attacco.

 ORE 21:00

CONCERTO CON MINO DE SANTIS

cantautore salentino

A sostegno della stampa anarchica

 

BIBLIOTECA ANARCHICA DISORDINE

VIA DELLE ANIME 2/B LECCE

disordine@riseup.net  disordine.noblogs.org

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Distribuzione

Tre nuovi titoli in distribuzione:

  • Bruno Misefari, Diario di un disertore, ed. CR, pp. 103, € 10
  • Virgilia D’Andrea, Torce nella notte, ed. Ensemble, 2019, pp. 141, € 10 invece di € 12;
  • Virgilia D’Andrea, Tormento, ed. Ensemble, 2019, pp. 65, € 8 invece di € 10.

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Nuovi inserimenti in Biblioteca

  • Max Stirner, L’unico e la sua proprietà, ed. Adelphi, 2021, pp. 427;
  • William Godwin, L’eutanasia dello Stato, ed. Elèuthera, 2022, pp. 239;
  • Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, ed. Feltrinelli, 2021, pp. 329;
  • Giuseppe Galzerano, Vincenzo Perrone. Vita e lotte, esilio e morte dell’anarchico salernitano volontario della libertà in Spagna, ed. Galzerano, 1999, pp. 332;
  • Danilo Dolci, Il limone lunare. Poema per la radio dei poveri cristi, ed. Laterza, 1970, pp. 222;
  • s. a., Agire! Pietro Cociancich e il “gruppo di Marsiglia” 1932-1944, ed. Indesiderabili / Biblioteca Anarchica Disordine, 2023, pp. 351;
  • Michela Ortu, J’accuse. Oltre il femminismo e le guardiane del sistema. Appunti di anarchia nichilista, ed. Anarchiche “Insurrezione” & “Baffardello”, 2022, pp. 48;
  • George Orwell, Fascismo e democrazia, ed. Lindau, 2022, pp. 71;
  • Raoul Vaneigem, Trattato del saper vivere ad uso delle giovani generazioni, ed. Malatempora, 1999, pp. 254;
  • Manuela Correros, 1978. Come un tomanzo, ed. Manni, 2008, pp. 118;
  • Alfredo Cospito e molti altri, Quale internazionale?, ed. Monte Bove, 2022, pp. 205;
  • Gaston Piger, Signorina anarchia, ed. Ortica, 2021, pp. 92;
  • Eschilo, I sette a Tebe, ed. Sansoni, 1966, pp. 85;
  • AA. VV., Terra d’amore e libertà. Atti del convegno anarchico. Grisolia 22-23 luglio 202o, ed. Spazio Anarchico “Lunanera” / Archivio “F. Di Gioia” / Monte Bove, 2020, pp. 22o;
  • Antonio Malara, Quelli che rimasero, ed. Spazio Anarchico “Lunanera” / Archivio “F. Di Gioia” / Distro anarchica “B. Misefari”, 2023, pp. 140;
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Nuova uscita editoriale: Agire! Pietro Cociancich e il “Gruppo di Marsiglia” 1932-1944

Vi è forse un aggettivo che in questo libro risalta agli occhi, ripetuto svariate volte a descrivere la condizione di coloro cui viene attribuito, ed è quello di proscritti. Proscritti potevano diventare i nemici in una guerra, così come proscritti sono i libri proibiti dalle religioni. Il senso rimane lo stesso: si tratta di indesiderati, di coloro che si vuole allontanare ad ogni costo. Ripercorrendo le storie e i tanti nomi sconosciuti, ignorati o rimossi, ci si imbatte sempre nella necessità di affrontare la condizione di esuli o esiliati, di fuggitivi o messi al bando completamente. Il periodo storico trattato percorre l’avvento del fascismo in Italia fino alla sua caduta e nonostante abbia come punto di partenza, e luogo nevralgico di azione, Marsiglia e la Francia, gli avvenimenti si svolgono attraversando tutta l’Europa che da lì a poco sarebbe diventata un enorme campo di concentramento. Seppure proscritti, i compagni e le compagne di queste vicende non avevano esitazione nell’attacco.

Indice:
7 Introduzione
13 Aubagne 14 Gennaio 1932
43 Roma 2 Luglio 1931
69 Marsiglia en passant
107 Libertà! Libertà! Libertà!
141 Aix-en-Provence 26 Gennaio 1933
189 Barcellona 5 Maggio 1937
231 Nimes 16 Gennaio 1937
261 Castelfranco Emilia 17 Settembre 1944
285 Postfazione di Juan Sorroche
Appendici:
291 Estratti da: “Memorie di Stefano Romiti detto Bimbo”
313 Nozioni di chimica antifascista

Agire! Pietro Cociancich e il “Gruppo di Marsiglia” 1932 – 1944
Indesiderabili Edizioni – Biblioteca Anarchica Disordine

pp.352 – 14 euro
Ai distributori 10 euro a copia (almeno 5 copie)

Per richieste:
indesiderabiliedizioni@gmail.com
disordine@riseup.net

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Distribuzione

Un po’ di titoli arrivati in distribuzione negli ultimi mesi…

  • Ugo Fedeli, Giuseppe Ciancabilla, Autoproduzioni Cassa Anti-repressione, 2022, pp. 82, € 10
  • Metafisiche e della creazione, ed. Catastrofe, 2022, pp. 41, € 2,50
  • Orwell e Klemperer. La lingua che pensa per te. saggio letterario sul linguaggio persuasivo, ed. Catastrofe, 2022, pp. 52, € 2
  • Nestor Makhno, La rivoluzione russa in Ucraina. Marzo 1917 – Aprile 1918, ed. La Fiaccola, 2022, pp. 242, € 20
  • Errico Malatesta, Opere complete vol. VII: “Fronte unico proletario”. Il biennio rosso. Umanità Nova e il fascismo. 1919-1923, ed. La Fiaccola / Zero in condotta, 2021, pp. XXXIII + 713, € 34 invece di € 40
  • Lorenzo Micheli, Matar a Franco. Gli attentati anarchici contro il Generale, ed. La Fiaccola, 2022, pp. 98, € 10
  • Jacqueline Andres, The hub of the med. Una lettura della «geografia militare» statunitense in Sicilia, ed. Sicilia Punto L, 2018, pp. 151, € 10
  • Paolo Schicchi, La guerra e la civiltà. Mondo arabo e aggressione occidentale, ed. Sicilia Punto L, 1988, pp. 112, € 5
  • La guerra del sottosuolo. Il campo di battaglia delle materie prime, ed. Hourrya, s. d., 2020, pp. 212, € 2
  • Evgenija Jaroslavskaja-Markon, Con la parola e con il sangue, ed. Indesiderabili, 2022, pp. 131, € 8
  • Michela Ortu, J’accuse. Oltre il femminismo e le guardiane del sistema, ed. Insurrezione & Baffardello, 2022, pp. 48, € 3
  • Antonio Malara, Quelli che rimasero, ed. Spazio anarchico Lunanera / Archivio di documentazione “F. Di Gioia” / Distribuzione anarchica “B. Misefari”, 2023, pp. 140, € 6
  • Marco RossiIl rovescio della guerra. Psichiatria militare e “terapia elettrica” durante il Primo conflitto mondiale, ed. Malamente, 2022, pp. 126, € 12
  • Bianca BonavitaNuda morte o del libero morire, ed. Nautilus, 2022, pp. 125, € 11
  • Carmine Mangone, Nostra poesia dei lupi, ed. Nautilus, 2022, pp. 60, € 4
  • Gianluca Toro, Amanita muscaria. Simboli, tradizioni, iconografia, ed. Nautilus, 2022, pp. 294, € 18
  • Raoul Vaneigem, Ritorno alla vita, ed. Nautilus, 2022, pp. 45, € 4
  • Kropotkin evade dalla prigione, ed. Piccoli fuochi vagabondi, 2022, pp. 17, € 2,50
  • Pietrino Arixi, Il ribelle dell’anarchia. Vita e pensiero di un anarchico sardo, ed. Sa Kàvuna / Arkiviu-bibioteka “T. Serra”, 2022, pp. 128, € 10
  • Capitalismo resiliente. Uno sguardo siciliano su estrattivismo e nocività del new green deal, ed. Scirocco Madonie, 2022, pp. 36, € 2,50
  • Orazio Maria Valastro, Con animo imprescrittibile: diario di un disertore, ed. Sensibili alle Foglie, 2022, pp. 127, € 12 invece di € 15
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Quattro e centocinquanta

«Egregio signor Maestro mio figlio non può iscriversi per i Balilla siamo poveri e non abbiamo bisogno di odio».

È il messaggio che un uomo negli anni ’30 ha scritto per l’insegnante del figlio, un messaggio che si potrebbe scrivere ancora oggi. Non abbiamo bisogno di odio. Non di quell’odio contenuto nella lingua di Stato, quella che ammazza con la freddezza tipica della burocrazia, quella che tende a giustificare anche l’ignominia più grande. Una lingua a cui non prestiamo neanche più attenzione, talmente siamo assuefatti ad ascoltarla in maniera ininterrotta senza riflettere sul suo reale significato. Quella lingua che descrive l’uomo con un colore diverso della pelle rispetto al suo, se povero, come “carico residuale”, come scarto da destinare in discarica. Una lingua che non si ferma davanti a nulla, neanche davanti ai piccoli corpi di bambini morti, allineati uno accanto all’altro, perché in fondo anche quella contabilità è, per molti, questione unicamente burocratica. Si tratta di numeri che già domani andranno a rimpinguare statistiche, non di poveri disgraziati annegati mentre avevano davanti agli occhi la speranza: quattro giorni di navigazione e la costa a soli 150 metri. Ma alla severità linguistica della burocrazia non frega nulla dei poveri disgraziati. Non si chiede quanto sia lunga una notte col terrore tra le gambe. Non le importa se un viaggio possa costare la vita, perché essa viaggia con voli di Stato.

Eppure quella lingua non sorge dal nulla in maniera asettica, ma è l’espressione di un ben preciso pensiero: quello del Dominio, che a sua volta è incarnato in uomini e donne che hanno un volto, non sono solo parole che feriscono.

Ecco allora che l’odio può tornare utile, ecco che ne abbiamo bisogno; di un odio sano che non sia frutto di quello seminato dai potenti per giustificare la guerra tra poveri, ma che identifichi distintamente il reale nemico. Che trabocchi dal cuore e spinga ad armare i propri desideri, perché l’odio può essere un nobile sentimento che non dà pace, contrariamente all’indifferenza che lascia tranquilli a fissare lo schermo del proprio smartphone passando da un naufragio al gossip con la stessa intensità emotiva.

Incanalato nella giusta direzione, abbiamo bisogno di odio, che ci aiuti a non dover solo bagnare di lacrime questi fogli su cui scriviamo…

Quattro pdf

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Il recinto della Libertà

                                        «Per esprimere il proprio pensiero per strada bisogna chiedere il permesso al questore»                         Vincenzo Spagna detto Enzo, agente della Digos di Lecce

Sono molti i motivi dell’inquinamento che affligge il pianeta, e tra questi uno poco considerato: la vita di molti individui che, per la loro essenza e il loro pensiero, sono di fatto consumatori abusivi di ossigeno. Può sembrare causa di poco conto ma non lo è affatto se consideriamo che questi uomini non sono pochi e formano, al contrario, legioni.

Tra essi compare a pieno titolo l’agente della Digos citato in esergo. Cos’altro pensare di un essere che, convintamente, afferma un tale pensiero? E di quell’altro che, dall’alto del suo acume investigativo, dichiara che gli anarchici si riconoscono «dall’abbigliamento e dall’atteggiamento»? Ascoltando certe affermazioni riecheggia una certa nostalgia per la ginnastica del sabato, obbligatoria qualche decennio addietro, oppure è semplicemente l’introiezione del motto che campeggia sulla Questura di Lecce, loro luogo di lavoro: «Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato».

O forse no. Forse, con buona pace del clamore e degli applausi riscossi da un ex comico sul palco della canzone italiana, a difesa dell’art. 21 della Costituzione sulla libertà di pensiero, nella mente dell’agente della psicopolizia è contenuto un altro fondamento: quello dell’autorità. È proprio di ciò che deve trattarsi, perché l’autorità incarna esattamente questo: la forza coercitiva che può concedere o revocare delle libertà, a seconda che siano in contrasto con gli interessi e i privilegi dell’autorità stessa, e comunque quelle libertà devono rientrare nel perimetro di quelle autorizzate, mai al di fuori. Liberi di pensare, sì, ma entro un recinto ben delimitato dai codici statali, entro un ben definito e classificato ventaglio di pensieri che si possono avere. Si tratta dell’estensione della galera all’intero corpo sociale, se è vero che l’etimo latino “carcer” significa, appunto, recinto. Oltre c’è il manganello. «Si abitui ad essere controllato», ha infatti chiarito sempre lo stesso Digossino ad un compagno. Appare evidente come le chiacchiere su Costituzione e art. 21 siano semplice cortina fumogena.

Un compagno, Alfredo Cospito, si sta lasciando morire di inedia in carcere, quello fisico, in cemento armato e sbarre. In tanti hanno espresso la loro solidarietà attaccando, nei modi che ognuno ha scelto, i vari gangli della società-carcere e dello Stato che lo tiene prigioniero, sperando che questo allentasse la sua morsa. Tutto ciò non è bastato ed ora, contro la sua volontà, lo Stato vuole obbligarlo a restare in vita. Ecco, presto sarà l’obiettivo dell’attacco che bisognerà ridisegnare; continuare a farlo anche per provare a imporre allo Stato di lasciar morire Alfredo, rispettando quella che è la sua volontà, la sua scelta portata avanti con estrema determinazione. È tragico e brutale da scrivere, ma è anch’essa una battaglia per la libertà, affinché lo Stato non continui a stringere le sue spire e imponga di chiedere il permesso, oltre che per esprimere liberamente i propri pensieri e per vivere, anche per morire.

Affinché non venga inchiodato un altro asse a chiudere lo steccato attorno alla Libertà.

Recinto libertà pdf

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Contro le prigioni, contro lo Stato

Quando si parla di carcere non si può non gettare uno sguardo generale all’irreggimentazione della società. Chi ci vuole docili e distratti, giorno per giorno aggiunge nuovi tasselli per cancellare l’immaginario di una vita altra, che possa essere degna di questo nome. Non ci si accorge che la gestione della vita quotidiana è sempre più scansionata, frammentata, attenzionata. Basti pensare solo all’enorme quantità di telecamere presenti ad ogni angolo di strada, a monitorare ogni gesto fuori dal consentito, ad accumulare dati biometrici. Oppure alle attività di tutti i giorni che si riempiono di badge, QRcode e diavolerie varie, alla organizzazione di città sempre più regolari, omologate, sorvegliate. L’elenco potrebbe continuare ancora ma parlare di carcere significa andare al nocciolo di quello che sono gli Stati e l’autorità, fondati sullo sfruttamento e la coercizione, sulla disciplina ed il controllo, sulla mancanza di ogni etica. Il carcere è l’espressione per eccellenza di tutto questo e, per tale motivo, le rivolte nella storia lo hanno sempre individuato come luogo da abbattere. Rappresenta l’annientamento della dignità, oltreché della privazione della libertà, il tentativo di annichilire ogni individuo al fine di renderlo mansueto e adatto alla società, oppure eliminarlo completamente dalla vista, motivo per cui le prigioni moderne sono costruite in luoghi isolati e non più all’interno delle città. Ad esso sono sempre stati affiancati strumenti di tortura. I regimi differenziati ne sono un esempio, come il 41 bis in Italia, finalizzato ad estirpare qualsiasi contatto con la realtà. Suo diretto antenato, l’art 90 aveva la stessa funzione, così come anche l’isolamento diurno. Ed è quando dispensa la pena che lo Stato mostra effettivamente il suo volto, vendicativo e feroce.

Ma è anche importante ribadire che fin dalla sua istituzione il carcere è stato costellato di rivolte, proteste, scioperi, suicidi, danneggiamenti, evasioni; nonostante tutto esso non è mai stato il luogo pacificato che si voleva realizzare. Dal 20 ottobre il compagno anarchico Alfredo Cospito è in sciopero della fame contro il regime detentivo in cui si trova rinchiuso, proprio quello del 41 bis, che lo vedrebbe seppellito vivo per il resto dei suoi giorni. Molte azioni in tutto il mondo stanno dando forza alla sua protesta, in virtù di una solidarietà che si fa azione e viceversa. Poiché in effetti non vi sono molte alternative. Lottare è ciò che può rompere la normalità di questo esistente fatto di sottomissione e galere, affinché ognuno prenda il suo spazio e il suo tempo, senza autorità, senza Stato.

 SOLIDARIETÀ AD ALFREDO COSPITO E A TUTTI I PRIGIONIERI IN LOTTA.

Biblioteca Anarchica Disordine, via delle anime 2/b Lecce

disordine@riseup.net  

Contro le prigioni

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