Quella che segue è la lettera scritta da un compagno al questore di Massa, inviata alcuni giorni fa tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, e che supponiamo sia già stata recapitata al destinatario.
Al Questore della provincia di Massa Carrara
Lecce, 5 giugno duemilaventitré
Egregio signor Questore,
le scrivo in seguito al foglio di via da Lei ordinato nei miei confronti, per anni due, dalla città di Carrara, e notificatomi pochi giorni or sono dal personale della Digos di Lecce.
Devo ammettere che leggere le carte della burocrazia statale ha un po’ l’effetto di aprire un ovetto Kinder: “è un’emozione sempre nuova…”.
Leggo infatti che tra i miei precedenti penali viene riportata una condanna “per offese alla religione dello Stato”; ci tenevo a segnalarLe che l’Italia, il paese di cui non mi vanto essere cittadino, è per definizione costituzionale e giurisprudenziale un paese laico, e non una teocrazia. Magari ciò la infastidirà – io non conosco le sue idee in merito – ma oggi, almeno formalmente, una religione di Stato non esiste più.
Su un’altra questione vorrei poi farLe un appunto, e cioè sul fatto che, in base ai Decreti a cui Lei si appella, io sarei “dedito alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni”. Non solo posso rassicurarLa, egregio signor Questore, che coi miei comportamenti non metto in pericolo “l’integrità fisica e morale dei minorenni”, ma Le faccio anche presente che questa è messa in pericolo molto spesso proprio dagli appartenenti a quella che Lei considera essere la religione di Stato, nonché dagli appartenenti a quelle forze dell’ordine che Lei stesso rappresenta. Non è qui necessario che mi metta a fornirLe degli esempi, di cui le cronache quotidiane sono piuttosto ricche.
Ci tenevo a comunicarLe queste brevi considerazioni perché trovavo le definizioni adottate errate ed anche offensive, per quanto io sia conscio che si tratti, in fondo, solo di carte di Gabinetto.
Certo che mi comprenderà se non le porgo i miei saluti, chiudo qui questa mia.
Salvatore Signore




descrivere la condizione di coloro cui viene attribuito, ed è quello di proscritti. Proscritti potevano diventare i nemici in una guerra, così come proscritti sono i libri proibiti dalle religioni. Il senso rimane lo stesso: si tratta di indesiderati, di coloro che si vuole allontanare ad ogni costo. Ripercorrendo le storie e i tanti nomi sconosciuti, ignorati o rimossi, ci si imbatte sempre nella necessità di affrontare la condizione di esuli o esiliati, di fuggitivi o messi al bando completamente. Il periodo storico trattato percorre l’avvento del fascismo in Italia fino alla sua caduta e nonostante abbia come punto di partenza, e luogo nevralgico di azione, Marsiglia e la Francia, gli avvenimenti si svolgono attraversando tutta l’Europa che da lì a poco sarebbe diventata un enorme campo di concentramento. Seppure proscritti, i compagni e le compagne di queste vicende non avevano esitazione nell’attacco.